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Come pre annunciato due settimane fa, è stato pubblicato un nuovo ebook riguardante il propoli BIO30 che, come per il miele di Manuka, si rivela essere un propoli diverso da tutti gli altri.
Attualmente le tabelle di comparazione lo classificano come il propoli più forte al mondo terapeuticamente.
In allegato all’ebook troverete anche la relazione scientifica tradotta in Italiano del Prof. Maruta che sta conducendo delle ricerche in campo tumorale, dove questo propoli sta dando degli ottimi risultati.
Cliccate sull’immagine qui sopra e buona lettura.
Il miele di Ulmo

Alla fine ce l’abbiamo fatta a portarlo a casa, o per lo meno nello shop.
Parliamo del miele di Ulmo proveniente dal Cile. In molti ce lo hanno chiesto da quando sui media è circolata la notizia che questo miele ha eccezionali proprietà antiossidanti, antibatteriche ed antifunginee.
E dal Cile, questo miele è sbarcato anche in Italia grazie ad una ditta Italiana che lo importa direttamente.
La purezza è elevatissima, il 90% del nettare raccolto dalle api deriva dal fiore di Ulmo. E dopo la sua raccolta non viene adulterato, non vi sono additivi, non è fermentato ed è esente da pesticidi e antibiotici.
Sono interessanti le sue proprietà antiossidanti, ma ancora di più il suo alto potere antibatterico contro Staffilococco ed E.Coli ed è in grado di inibire la crescita di altri batteri patogeni come la Salmonella e la Candida Albicans.
Abbiamo aperto il primo vasetto ed il gusto è molto dolce, ricorda l’Acacia con una combinazione di caramello e tè.
Per ora il miele di Ulmo si trova in vasetti di vetro da 350 gr, ma la linea si amplierà presto con altri formati e integratori a base di questo miele che promette veramente bene.
Dopo aver ricevuto la terza email che chiedeva lumi sul Metilgliossale (per chi non lo sapesse è il componente antibatterico contenuto nel miele di Manuka), abbiamo deciso di scrivere un articolo apposta per chiarire ogni dubbio.
Cercando sul web la parola metilgliossale, ci sono siti che parlano di questo elemento come “tossico”, “cancerogeno” e così via. Potete immaginare le email di persone che avendo acquistato il miele di manuka volevano sapere se stavano prendendo del veleno o no. E la risposta è che il Metilgliossale alimentare è sicuro per l’organismo.
Naturalmente il buonsenso dice che, se un prodotto dove in etichetta riporta la sigla MGO e viene esportato tranquillamente ai quattro angoli della Terra dopo aver passato tutte le certificazioni possibili, il miele di Manuka non è cancerogeno nè tantomeno tossico anche perchè il Metilgliossale non è considerato un elemento tossico dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità.
Ma abbiamo la risposta ufficiale della Manuka Health che è ovviamente esaustiva:
“Il workshop di Napoli nel 2006 che ha coinvolto 300 medici ricercatori, farmacisti e biologi, ha analizzato e dibattuto la ricerca esistente e ha concluso che non esiste nessuna dimostrazione che il Metilgliossale causi danno.
Il fatto dei diabetici è che i loro corpi non riescono a produrre insulina, oppure non se la iniettano, e non riescono a mantenere il livello di glucosio in un range normale.
Il risultato è che le loro cellule hanno un elevato livello di Metilgliossale. Il glucosio da tutte le fonti di cibo è normalmente scisso attraverso il processo metabolico di glicolisi. Il Metilgliossale è prodotto in questo processo all’interno di ogni cellula allo scopo di eliminare cellule cancerogene, dopodichè il corpo produce un enzima che si combina con il Metilgiossale per neutralizzarlo.
Albert Szent-Gyorgyi, premio Nobel, ha scoperto il ruolo del Metilgiossale prodotto durante il processo di cui sopra.
Ci sono tre sorgenti di Metilgliossale:
- prodotto dal glucosio consumato nel corpo attraverso il processo di glicolisi;
- prodotto nel cibo da una reazione chimica naturale e consumato come Metigliossale alimentare (come nel miele di Manuka)
- prodotto sinteticamente da olio crudo o da processo di fermentazione.
Il miele di Manuka è il solo cibo trovato fin ora dove il metilgiossale è naturalmente prodotto in quantità significanti. Quando consumato, il Metilgiossale è attivo nel tratto gastrointestinale per circa 1 – 2 ore, dipende dalla quantità di cibo nello stomaco.
Le proteine nel cibo si combinano con il Metilgiossale e lo convertono in una nuova struttura chimica rendendolo neutrale. Quindi viene espulso. Ecco perchè si raccomanda l’assunzione del miele prima dei pasti. Esperimenti dove soggetti hanno consumato larghe quantità di miele di manuka con alta congentrazione di MGO a stomaco vuoto non hanno mostrato nessun passaggio di Metilgiossale nelle urine o nel sangue. Questo significa che il Metilgliossale passa attraverso il corpo senza essere assorbito.
Una serie di esperimenti con il consumo di Metilgiossale sintetico nelle cavie, ha mostrato che non c’era nessun danno agli organi corporali. Su un peso corporeo equivalente all’uomo, è come se le cavie avessero mangiato circa 2 Kg di miele di Manuka ad alta concentrazione di MGO al giorno.”
Come considerazione finale possiamo dire che tutto fa bene o tutto è tossico, dipende sempre dalle quantità. Anche l’aloina contenuta nell’Aloe Arborescens è un componente tossico, per questo agisce contro i batteri. Quindi come il MGO è tossico per i batteri e non per l’uomo nelle quantità ingerite consigliate.
Propoli BIO30

Avevamo accennato al Propoli BIO30™ della Nuova Zelanda in un articolo datato 3 ottobre 2009, quando presentammo lo spray gola con miele di Manuka e propoli, ma dopo due anni le cose sono un pochino cambiate e possiamo parlare più ampiamente delle eccezionali proprietà del Propoli BIO30.
D’altronde, il miele di Manuka non è certo un miele “normale”, poteva esserlo un propoli che arriva dalla stessa zona?
- Il Propoli BIO30 ™ della Manuka Health ha il più alto livello dei principali composti bioattivi di propoli in tutto il mondo. I composti bioattivi hanno proprietà benefiche per la salute;
- La sigla “BIO30″ rappresenta un minimo di 30 mg di bioflavonoidi e acidi fenolici in ogni grammo di propoli pura. Le propoli di altri Paesi contengono un massimo di 20 mg per grammo. I bioflavonoidi sono responsabili per le proprietà anti-batteriche, anti-virali, anti-ossidanti ed anti-infiammatori;
- Il propoli è stato inizialmente identificato come un rimedio anti-cancro nel 1988, quando un gruppo presso la Columbia University ha scoperto che il CAPE (Caffeic Acid Phenethyl Ester - acido caffeico fenetil estere) è il principale ingrediente anti-cancro contenuto nel propoli.
Il propoli BIO30 ha 4 volte la concentrazione di CAPE rispetto a quello successivamente più basso e molte volte superiore rispetto a quello di altri Paesi; la percentuale si attesta sul 6-7%;
Il propoli BIO30 ™ Liquido è stato testato da ricercatori che hanno dimostrato che elimina i tumori nei topi; in uno studio pilota sugli esseri umani (ancora in fase di completamento) la crescita di tumori già esistenti si è fermata;
- Se ne consiglia l’uso per prevenzione e la cura di raffreddore e influenza, mal di gola, ulcere alla bocca.
Preso regolarmente può aiutare a prevenire l’inizio di molte malattie. Per migliorare il gusto può essere miscelato con miele e preso con un cucchiaino.
Di seguito i nuovi prodotti dello Shop con Propoli BIO30™:
- Propoli liquido senza alcool
- Propoli in tintura alcolica al 25%
- Propoli in capsule
- Caramelle con propoli e menta
oltre ai prodotti già conosciuti come dentifricio, spray gola, sciroppo per la tosse e caramelle che contengono sia il miele di Manuka MGO400 sia il propoli.
La Pappa Reale

La Pappa Reale è la miglior compagna per una vita lunga e sana.

Dopo solamente qualche anno dalla pubblicazione della scoperta del Dott. Henle, dove si dichiara che l’unico responsabile dell’azione antibatterica del miele di Manuka è il Metilgliossale, ecco che il metodo scientifico di misurazione dalla Manuka Health è diventato lo standard nazionale Neozelandese.
In Nuova Zelanda ci sono molti brand che producono il miele di Manuka, ma tutti (a parte Manuka Health) utilizzano un tipo di misurazione dell’attività antibatterica che non è matematicamente lineare nè ripetibile e con un margine di errore del 25%, mentre il metodo di misurazione MGO è attendibile e con un margine di errore inferiore al 2%.
E questa è una precisa garanzia per il consumatore che, in questo modo, conosce l’esatta quantità di Metigliossale minima garantita contenuta nel vasetto che compera. Parliamo di quantità garantita in quanto, per esempio, il miele di Manuka MGO™550+ significa che contiene almeno 550 milligrammi di Metilgliossale per kilo.
La Manuka Health è quindi la prima che ha sempre prodotto il miele con un sistema di misurazione basato sull’attendibilità scientifica e che ha come obiettivo finale la soddisfazione delle necessità del consumatore.
Tutti gli altri brand, che non usano MGO, dovranno necessariamente adattarsi.

E’ dello scorso luglio un articolo pubblicato da “‘Indian Journal of Experimental Biology” dove un gruppo di biologi ha riscontrato che il Metilgliossale contenuto nel miele di Manuka, in sinergia con la Piperacillina (un antibiotico del gruppo delle penicilline), agisce con successo contro la Pseudomonas Aeruginosa, un batterio resistentissimo agli antibiotici che provoca nell’uomo infezioni polmonari, cutanee, infezioni delle vie urinarie, dell’orecchio e dell’occhio.
Per approfondimenti ecco il link di Wikipedia.
Tornando alla ricerca dei biologi Indiani, essi hanno fatto numerosi test isolati con vari tipi di antibiotici in sinergia con il Metilgliossale preso dal miele di Manuka ed hanno notato che l’MGO raddoppia l’azione antimicrobica delle penicilline. Qui sotto l’estratto del loro articolo:
“Il Metilgliossale è un costituente naturale del miele di Manuka prodotto dai fiori di Manuka della Nuova Zelanda. E’ conoscuito per possedere attività sia anticancerogene che antibatteriche.
Tali osservazioni richiedono di investigare l’abilità del Metilgliossale come un potente medicinale contro la resistenza multi-medicinale della Pseudomonas aeruginosa.
Un totale di 12 ceppi isolati di test da vari ospedali di P. aeruginosa sono stati testati per la loro resistenza contro molti antibiotici, la maggior parte dei quali usati nei trattamenti di infezioni da P. aeruginosa. I risultati hanno rivelato che i ceppi erano resistenti a molte medicine ad alte concentrazioni, solo piperacillina, carbeniciccina, amikacina e ciprofloxacina hanno mostrato resistenze comparativamente a basse concentrazioni.
Seguendo esperimenti multipli, è stato osservato che anche il metilgliossale era antimicrobico contro tutti i ceppi a livelli paragonabili. Un distinto e statisticamente significante sinergismo è stato osservato tra il metilgiossale e la piperacillina tramite il test di diffusione su disco paragonato ai loro effetti individuali.
L’indice di concentrazione inibente frazionale di questa combinazione valutata mediante l’analisi a scacchiera, era di 0,5, che ha confermato sinergismo tra i due elementi. La sinergia è stata anche osservata quando il metilgliossale è stato combinato con carbenicillina e amikacina.”
Anche da questo studio di evince che il Metilgliossale e comunque il miele di Manuka possono veramente dare molto in termini di ricerca medica non solo contro piccole patologie oramai conoscuite ma anche contro malattie più importanti.

L’ Escherichia Coli è un batterio che vive nell’intestino degli animali a sangue caldo, uomo compreso e, generalmente, non dà fastidio e non fa danni.
Ha però diverse varianti anche pericolose, ed ecco che in questi giorni impazzano sui giornali il ceppo tedesco 0104 che ha incolpato prima i cetrioli, poi i germogli di soia, poi…boh, e la new entry il ceppo francese 0157 trovato negli hamburger.
La prevenzione, la cottura dei cibi e la pulizia sono da mettere al primo posto, ma vi ricordate cosa ha detto e soprattutto scritto il Dott. Henle nella sua famosa relazione sul miele di Manuka MGO™? Che il miele di Manuka MGO è in grado di inibire l’attività batterica dell’ E. Coli e già a concentrazioni di Metilgliossale pari a 100 mg/kg (MGO100) , ri-guardatevi pure il video dal minuto 2:38.
Mi piacerebbe veramente sapere come reagirebbero queste due varianti di E.Coli sottoposte al miele di Manuka, per me non avrebbero scampo, abbiamo qualche buon ricercatore universitario fra di noi?

Un’altra vittoria a favore del miele di Manuka sta rimbalzando prepotentemente in tutto il web in questi giorni.
La notizia ufficiale è del 13 di aprile, quando la professoressa Rose Cooper dell’Università di Cardiff in Galles ha tenuto una conferenza di Microbiologia presentando l’ultima ricerca secondo la quale il miele di Manuka, oltre ad inibire l’ingresso dei microrganismi nella cellula, impedisce ai batteri di essere antibiotico-resistenti impedendo loro di formare il biofilm che li rende sempre più resistenti agli antibiotici.
I batteri studiati sono Pseudomonas aeruginosa, Streptococco A e Mrsa e nel caso di quest’ultimo (resistente alla meticillina), ad esempio, l’aggiunta del miele lo rende vulnerabile all’oxacillina, un altro farmaco comune.
“Questo vuol dire che gli antibiotici esistenti possono essere resi più efficaci – hanno spiegato gli autori – se usati insieme al miele, soprattutto nel trattamento delle ferite”.
Chi ci segue da tempo sa che questo prodotto unico, se assunto nella sua forma più potente, può addirittura sorpassare gli antibiotici tradizionali, ma, come si dice, “l’unione fa la forza” e se il vostro medico vi prescrive un antibiotico – e mi raccomando di seguire SEMPRE il parere del medico – allora accompagnatelo con il miele di Manuka per un effetto più efficace.
L’articolo, per chi mastica l’Inglese ed i termini scientifici, è scaricabile da qui.

E’ del primo marzo l’articolo apparso sul sito dell’Università del Queensland in Australia dove i ricercatori hanno condotto delle ricerche su un miele prodotto da una pianta nativa che è una specie di mirto (leptospermum polygalifolium). L’articolo originale è qui.
C’è stato subito un tam tam anche sui media online in Italia, primo di tutti il Corriere, poi tutti gli altri che hanno copiaincollato la notizia.
Da quello che hanno scoperto in Australia, alcuni lotti di questo miele hanno un livello di MGO incredibilmente alto, con un range che va da 500 fino a 1750.
Abbiamo ricevuto email e commenti su questo articolo e ciò ci ha fatto piacere perchè le persone cominciano ad avere chiara la sigla MGO che noi abbiamo sul miele di Manuka.
Abbiamo quindi chiesto un parere su questa scoperta all’unica persona di riferimento che di MGO ne ha fatto un marchio registrato, cioè Kerry Paul, il CEO della Manuka Health New Zealand. La sua risposta immediata è stata questa:
Dear Mauro We know their honey. It does have MGO. The levels are about 25% of what they say. The honey tastes terrible and no-one will ever eat it.
Cheers
Best regards, Kerry Paul
Caro Mauro conosciamo il loro miele. Contiene MGO. I livelli sono circa il 25% di quello che dicono. Il miele ha un gusto terribile e nessuno lo mangerà mai.
Saluti.
A parte il gusto “terribile” che può avere questo miele che è soggettivo, se le indicazioni di Kerry sono esatte, significa che il 25% del livello più alto di MGO 1750 (riscontrato comunque solo in alcuni lotti di miele, come citato nell’articolo) risulterebbe di 437,5 quindi di molto inferiore al livello più alto del miele di Manuka che è di MGO 550+ (il segno + significa che è garantito per quel barattolo almeno 550 mg per Kg di miele di MethylGlyOxal, ma ne potrebbe contenere anche di più).
I commenti sono benvenuti.









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