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Differenze tra il miele di Manuka e gli altri mieli

15 Marzo 2021
Le differenze tra il miele di Manuka e gli altri mieli

Indice dei contenuti:

Il miele è uno di quegli alimenti naturali che più contribuiscono al benessere dell’organismo umano, perché costituiti di una serie di sostanze nutritive che hanno anche effetti lenitivi e “curativi” sull’organismo stesso.

Partendo da questo assunto, faremo il raffronto fra il miele di Manuka e altre sei tipologie molto diffuse e conosciute: il miele di acacia, di tiglio, di eucalipto e di castagno, millefiori e di melata. La scelta di questi mieli non è casuale, ma si fonda soprattutto sulle capacità officinali che questi nettari hanno.

Differenze tra il miele di Manuka e il miele di Acacia

Il miele di acacia si estrae dai fiori di Robinia Pseudoacacia, una pianta appartenente alla famiglia delle Mimosacee. È un miele unifloreale, cioè proveniente da un solo fiore, e pertanto la quantità e qualità dipendono dalle condizioni climatiche cui la pianta è esposta durante l’arco della sua vita. Le sue caratteristiche organolettiche sono molto simili a quelle di altri fiori come la lavanda e la sulla, da cui si estrare il nettare.

Proprietà del miele di Acacia

Il colore del miele di acacia è molto chiaro e il profumo è vagamente floreale, ma quello che più ci interessa è che è ricco di sostanze benefiche che lo rendono altamente digeribile, lenitivo dell’acidità di stomaco e del mal di gola.

Essendo ricco di proteine, vitamine, sali minerali e amminoacidi, il miele di acacia è ideale anche come ricostituente, ma è la sua azione antinfiammatoria che lo rende particolarmente adatto come lenitivo di malesseri all’apparato respiratorio. E qui entra in gioco il raffronto con il miele di Manuka che risulta molto più potente di quello di acacia per la quantità di Metilgliossale (MGO) presente all’interno del suo dolce nettare.

Differenze con il miele di manuka

Come visto in precedenza, ci sono tipologie di miele di Manuka che hanno un MGO di oltre 500 mg/kg, contro i 50 mg/kg di un miele di acacia o simili, ciò non vuol dire che il miele di acacia non agisca sull’organismo, ma semplicemente che quello di Manuka lo fa ben 10 volte prima. È proprio questa caratteristica e, altre azioni chimiche ancora in parte sconosciute, che ne fanno un vero portento nel lenimento di infiammazioni all’apparato respiratorio.

Conclusioni

Si può facilmente concludere, quindi, che il miele di Manuka sia la tipologia più adatta, in termini di velocità di risposta al malessere, se si vuole alleviare e portare a pronta guarigione l’organismo dall’attacco di batteri e virus che generano infiammazioni al sistema respiratorio

Dei mieli finora menzionati, quello di castagno è forse il più famoso e diffuso soprattutto in Italia, dove la produzione ha molte varianti regionali, calabrese e piemontese fra tutte.

Differenze tra il miele di Manuka e il miele di Castagno

Derivato dai fiori dell’albero di castagno, Castanea sativa, la pianta diffusa in Europa, un maestoso e importante albero, il miele di castagno si distingue per il colore scuro, rosso ambrato, l’odore pungente, leggermente acre e legnoso, e il buon sapore dal retrogusto amarognolo, che ne fanno uno dei mieli meno dolci al gusto.

Proprio per questa caratteristica è usato da solo, assunto su fette di pane o biscottate e in abbinamento a formaggi dal gusto deciso per stemperarne il sapore.

Proprietà benefiche del miele di Castagno

Ma tralasciando il suo uso in cucina, possiamo tranquillamente soffermarci sulle proprietà curative e terapeutiche, ben note e riconosciute da parte di molti esperti, che ne confermano la sua azione benefica.

L’alta percentuale di calorie, di proteine, glucosio e fruttosio, vitamina P, sali minerali e soprattutto ferro, fa del miele di castagno, un alimento consigliato nella dieta di persone anemiche, in casi di astenia, è usato come ricostituente, per chi soffre di affaticamento e come alimento base per chi deve riguadagnare peso.

Per anziani, bambini e sportivi, che hanno sempre bisogno di energie, è l’alimento ideale, in quanto anche immediatamente assimilabile da parte del corpo: non è necessaria la digestione per acquisirlo.

Inoltre, il miele di castagno ha anche proprietà cicatrizzanti e lenitive, aiuta a fissare i sali minerali, favorisce la circolazione sanguigna, ed è un disinfettante delle vie urinarie.

Cosa ha in più il miele di manuka?

Proprio come quello di castagno, il miele di Manuka, agisce sull’azione cicatrizzante, disinfettante e lenitiva in generale, favorendo il rafforzamento dell’organismo.

Ma a questo punto sorge spontanea la stessa domanda fatta in precedenza per il miele di acacia, di tiglio e di eucalipto: il miele di Manuka è effettivamente più “curativo” anche di quello di castagno?

La domanda non può essere definitiva, ma se consideriamo i valori di MGO presenti nei due mieli, la risposta non può che essere, sì. Certamente velocizza il processo lenitivo e curativo, perché la concentrazione di sostanze antinfiammatorie, antibatteriche e antiossidanti è nettamente superiore, ma non possiamo dire che sia più energetico però, perché il miele di castagno ha un’elevata percentuale di calorie, che ne fa uno dei mieli con la più alta concentrazione di calorie per 100 g.

Pertanto, come per l’eucalipto, ottimale sarebbe l’uso combinato, ma in dosi inferiori al miele di tiglio, di acacia e di eucalipto, proprio per la sua elevata concentrazione, che come quella di Manuka ha valori decisamente alti.

Conclusioni

Possiamo quindi concludere dicendo che di acacia, di tiglio, di eucalipto, di castagno che sia, il miele resta e resterà sempre un alimento benefico dal largo raggio d’azione.

E se proprio non volete combinarli assieme e sceglierne uno solo per lenire e prevenire le più disparate affezioni, sicuramente quello di Manuka è la scelta più facile, veloce e benefica.

Differenze tra il miele di Manuka e il miele Millefiori

Il miele si sa, è l’alimento naturale per antonomasia. Ha una serie di proprietà eccezionali, che lo rendono non solo gustoso ed energetico, ma anche terapeutico per il nostro organismo. E proprio partendo da questo assunto che un discorso a parte meritano altre due tipologie di mieli: quello di millefiori e di melata.

Il miele di millefiori, come ben dice il suo stesso nome, è plurifloreale, cioè deriva da più fiori. La sua caratteristica principale è proprio l’eterogeneità di questa origine che ne fa un concentrato di diversi principi benefici, tipici dei fiori da cui è estratto il suo prezioso nettare.

Provenendo da questa moltitudine, anche il sapore e il colore sono diversi di anno in anno, pertanto la differenza sarà maggiore se paragonata con i mieli fin qui trattati, tutti di origine monofloreale, che hanno un ben determinato colore e sapore.

Il millefiori è il miele preferito dalla maggioranza dei consumatori, perché ha un odore e un sapore delicato, una consistenza liquida, nei mesi estivi e cristallizzata in quelli invernali, e un colore ambra chiaro o paglierino, che gli conferisce un aspetto invitante. È molto duttile come ingrediente in cucina e come tutti i mieli, ha delle caratteristiche organolettiche e benefiche notevoli.

Proprietà benefiche del miele di millefiori

Dal punto di vista nutrizionale, infatti, il miele di millefiori è più completo rispetto agli altri, per il semplice motivo che è plurifloreale.

È proprio la presenza di pollini provenienti da più fiori a garantirgli maggiori proprietà, pertanto è consigliato soprattutto durante l’infanzia, come tonificante e antinfiammatorio in generale, con specificità, per la gola, grazie alla presenza di percentuali superiori di antiossidanti. In più fortifica i muscoli, aumenta la resistenza allo sforzo e favorisce il recupero.

La sua assimilazione non richiede sforzi da parte del nostro apparato digerente, perché è un prodotto predigerito dalle api e arricchito dai loro potentissimi enzimi che agiscono positivamente su questo processo.

Cosa ha in più il miele di Manuka?

Ma ritornando alle sue proprietà antinfiammatorie, non si può non confrontarlo con quello di Manuka, che sebbene monofloreale, risulta leggermente più potente di quello di millefiori per la quantità di Metilgliossale (MGO) presente all’interno del suo dolce nettare.

Si sa che il miele di Manuka è famoso proprio per questa prodigiosa concentrazione di MGO, che lo rende un elisir di lunga vita.

Abbiamo già visto in precedenza che tutti i mieli finora citati hanno un MGO massimo con valori sotto i settanta, mentre il “nettare neozelandese” va oltre le centinaia, e ciò non vuol dire che il miele di millefiori non agisca sull’organismo, ma semplicemente che quello di Manuka lo fa almeno sette, otto volte più velocemente.

È proprio questa caratteristica ed altre correlate a questo elemento, che ne fanno un vero “miracolo” nella prevenzione e lenimento di infiammazioni.

Conclusioni

Possiamo quindi concludere, che il miele di Manuka anche stavolta sia il lenitivo più veloce, se si vuole alleviare e portare a pronta guarigione il nostro organismo da fastidiosi mal di gola… non solo estivi!

Differenze tra il miele di Manuka ed il miele di Tiglio

Altro miele di interesse particolare è quello di tiglio. Largamente consumato per il suo gradevole sapore e le sue proprietà benefiche, il miele di tiglio, prende il nome dall’omonimo fiore che sboccia dall’albero di tiglio.

Scientificamente noto come Tilia, nome comune Tiglio, in realtà è un genere di vegetale che raggruppa ben 30 specie di piante arboree, famiglia delle Tiliacee e sono alberi presenti un po’ ovunque sia in città sia in campagna le cui chiome ricche di foglie regalano non solo refrigerio durante la stagione più calda ma anche fiori che profumano l’aria ed è proprio da questi ultimi che si estrae il nettare che diventerà poi miele.

Perchè è così apprezzato il miele di tiglio?

Il miele di tiglio è uno dei più apprezzati per le sue proprietà terapeutiche che come quello di acacia, di castagno, di eucalipto e di tarassaco, solo per citare i più efficaci, riunisce alle proprietà in dote ad ogni miele (antinfiammatorie, preventive e lenitive), anche quelle antispasmodiche e calmanti, che rilassano il sistema nervoso, epatoprotettrici (protezione del fegato), ansiolitiche e anti emicranie.

Cosa ha in più il miele di manuka?

E proprio parlando delle sue qualità epatoprotettrici che tireremo in causa anche stavolta il miele di Manuka. Come già visto in precedenza, questo prodigioso miele, aiuterebbe il sistema digestivo e gli organi connessi come il fegato a facilitare la sua azione depurativa evitando l’insorgere di ulcere e lacerazioni allo stesso, che ne comprometterebbero le sue funzioni.

Se quindi il miele di tiglio agisce in tempi piuttosto moderati per prevenire il cattivo funzionamento dell’azione epatobiliare, il miele di Manuka grazie alla sua concentrazione di MGO, faciliterebbe ancor di più il processo di agevolazione, donando in tempi ancor più ristretti, una risposta efficace all’infiammazione dell’organo.

Se si aggiunge poi l’azione fungicida e antibatterica che sprigiona il miele di Manuka, si capisce perché a parità di dosaggi (tre cucchiaini al giorno al massimo) il miele di tiglio sia nettamente meno efficiente di quello del suo “cugino neozelandese”.

Conclusioni

Come per il miele di acacia, anche qui va fatto un distinguo doveroso sulla scelta, libera per chiunque voglia assumere tiglio e non Manuka, con la coscienza però che un’assunzione minore di Manuka otterrebbe gli stessi effetti, se non anche migliori, di quello di tiglio.

Pertanto come per il precedente miele di acacia, anche per quello di tiglio vale lo stesso discorso. Se si vuole ottenere un più rapido riscontro sull’azione epatoprotettiva, sarebbe preferibile il Manuka a qualsiasi altra tipologia di nettare ambrato.

Differenze tra il miele di Manuka e il miele di Eucalipto

Il miele di eucalipto deriva dalla nota pianta omonima le cui origini vanno indietro alla lontana Tasmania, dove fu scoperto verso la fine del XVIII secolo.

L’eucalipto, il cui nome scientifico è Eucalyptus, è un albero maestoso che può raggiungere anche i 90 metri di altezza, di media è sui 25 metri, e deve il suo nome al fatto che i petali nascondono il fiore – dal greco éu (bene) e kalypto (nascosto): “ben nascosto”.

Le proprietà benefiche dell’eucalipto?

Oltre ad essere un albero di formidabile resistenza ed adattamento all’ambiente, l’eucalipto è una pianta ricca di essenze, in particolare l’eucaliptolo, che è la componente base per moltissime preparazioni erboristiche e farmacologiche. Infatti è ideale per curare la tosse, il raffreddore e le sinusiti.

In più la sua azione antinfiammatoria ed espettorante, lo rendono efficace nella cura di bronchiti e malattie catarrali. Questo perché la sua componente agevola lo scioglimento di catarro e muco, facilitandone l’espulsione, e riportando calma e normalità nelle zone interessate dalle irritazioni. Partendo da questo assunto, non si poteva non creare un miele. Quale prevenzione più dolce?

Perchè è così apprezzato il miele di eucalipto?

Il miele di eucalipto, infatti, è noto proprio per le sue qualità antinfiammatorie che agiscono in particolar modo sulle affezioni delle vie respiratorie. La sua azione emolliente, anticatarrale, ne fa anche un buon antiasmatico e il suo sapore deciso e caramellato ne inducono ad un facile uso e ingestione.

Cosa ha in più il miele di manuka?

Stavolta non rimarrete sbalorditi come nei due precedenti casi, perché la potenza dell’eucaliptolo indubbiamente non incontra grandi rivali, nemmeno se parliamo del tanto prodigioso Manuka.

La sua azione emolliente e balsamica, dà un plus in più a questo miele, che nel Manuka non è presente, ma dobbiamo comunque e sempre tenere conto che la concertazione di MGO resta inferiore, sebbene sia più incisiva di quella di acacia e tiglio, sui 55-65mg/kg per l’eucalipto, contro i valori in centinaia del Manuka, che ne fanno ancora il miele con l’efficacia antibatterica e antinfiammatoria più alta.

Pertanto possiamo dire che l’uso di miele di eucalipto, potrebbe essere combinato a quello di Manuka, sfruttando l’efficacia antibatterica di quest’ultimo per velocizzare il processo di guarigione e godere al contempo dell’azione balsamica ed espettorante di quello di eucalipto. Si potrebbe addirittura parlare di “accoppiata vincente” contro le affezioni dell’apparato respiratorio, dando sempre un occhio alla posologia giornaliera, che non deve in ogni caso superare le 3 assunzioni (max. 30 g 3 cucchiaini), onde generare effetti indesiderati legati alla concentrazione di zuccheri, soprattutto in persone che soffrono di forme di diabete, anche lievi.

Differenze tra il miele di Manuka e il miele di Melata

Ultimo miele di interesse terapeutico particolare è quello di melata. Differentemente dagli altri mieli che prendono il nome dal fiore o dalla pianta impollinata dalle api, questo miele, invece deriva dalla melata, una sostanza prodotta da un insetto, la metcalfa, che ha colonizzato vastissime aree dell’Europa.

La metcalfa, infatti, ha origini americane e si presenta come una sorta di farfalla che si nutre della linfa delle piante che la ospitano, generando una sostanza zuccherina di nome melata. La melata così entra indirettamente nel processo di produzione del miele attuato dalle api, arricchendolo di questa prodigiosa sostanza. Il miele di melata prodotto nelle zone collinari d’Italia, deriva dalla melata bottinata dalle api (cioè raccolta e lavorata dalle api) in casi di infestazione di metcalfa. Non a caso il miele di melata è detto anche di metcalfa, per la sua indiretta origine.

Proprietà benefiche del miele di melata

Passando alle sue proprietà, possiamo dire che il miele di melata ha un colore molto scuro, quasi nero, una consistenza quasi sempre densa, anche se ci sono versioni più liquide in commercio, un sapore aromatico e deciso.

Organoletticamente parlando, invece, è un condensato di sostanze nutrienti eccezionali. È ricco di sali minerali, che lo rendono particolarmente idoneo come integratore sportivo, di magnesio, di sodio, di potassio e di manganese, minerali ideali in caso di disidratazione. Ha alte percentuali di rame, cromo e ferro, che ne fanno un alimento indicato soprattutto per quelle persone che sono dedite a un regime alimentare vegetariano o che assumono comunque poca o niente carne nella loro dieta.

È un dolcificante naturale, leggero e salutare, perché contiene il 5-10% in meno di fruttosio e glucosio rispetto alle altre tipologie di miele, quindi è a basso impatto glicemico e può essere introdotto nella dieta di diabetici, sempre in dosi controllate, e durante il ciclo di cure dimagranti. È altresì un probiotico naturale per la salvaguardia dell’apparto digestivo, grazie alla concentrazione di oligosaccaridi che sostengono la flora batterica intestinale, ed è un ricostituente naturale a tutti gli effetti per l’azione antiossidante dei polifenoli presenti al suo interno.

Passando invece alle sue proprietà terapeutiche, c’è da aggiungere che è un potente antibatterico naturale, riesce a contrastare lo stafilococco aureo, uno dei principali responsabili di una serie di infezioni e malattie che colpiscono il sistema digestivo, la pelle, lo scheletro, solo per citarne alcune, ed è anche un forte antinfiammatorio per contrastare faringiti, bronchiti e raffreddore.

E proprio parlando delle sue qualità antinfiammatorie che tireremo in causa nuovamente il miele di Manuka.

Cosa ha in più il miele di Manuka?

Come già visto altrove, questo portentoso miele, aiuterebbe il sistema respiratorio a facilitare la sua azione disinfettante e preventiva evitando l’insorgere di infezioni che porterebbero inevitabilmente a bronchiti, faringiti, raffreddori e alterazioni dell’apparato respiratorio. Il miele di Manuka grazie alla sua concentrazione di MGO, faciliterebbe ancor di più il processo di guarigione, donando in tempi più ristretti di quelli garantiti dal miele di melata, una risposta efficace all’infiammazione. E questo non solo per il valore del MGO, ma anche per l’azione fungicida e antibatterica che sprigiona tale miele.

Ne possiamo dedurre in ultima analisi che se si vuole ottenere un più rapido riscontro sull’azione antinfiammatoria sarebbe preferibile sempre assumere il miele di Manuka a qualsiasi altra tipologia di miele, di melata compreso.

Anche se de gustibus disputandum non est!

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