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La Moxa

25 Maggio 2011

Moxa è un semplice sigaro di Artemisia usato da secoli nella Medicina Tradizionale Cinese (anche se il termine Moxa deriva dai 2 ideogrammi Giapponesi Moe e Kusa che significa “erba che brucia”). Moxa Con questo sigaro si pratica una tecnica detta per l’appunto Moxibustione, dove si accende un’estremità del sigaro e si avvicina alla cute per determinarne il riscaldamento. L’artemisia irradia, quando è incandescente, un calore da 500 a 600° C ma l’effetto terapeutico è dato dallo spettro infrarosso, che si è dimostrato molto efficace. I punti da trattare, conosciuti molto bene dai terapeuti, sono quelli dell’agopuntura, per cui, se si ha un dolore in un punto specifico, non è sempre detto che il sigaro debba essere avvicinato in quel punto. La pratica può avvenire mantenendo fermo il sigaro in prossimità del punto prescelto, o effettuando dei movimenti circolatori.  Nel caso che il sigaro venga mantenuto fermo, esso deve rimanere ad una distanza dalla cute di almeno 3 cm, altrimenti si può causare una ustione e questa tecnica va protratta per almeno 10 minuti. Se invece si esegue un movimento rotatorio, questo può avvenire ad una distanza minore ma per un tempo più lungo (20-30 minuti). E’ sicuramente meglio consultare un terapeuta esperto di questa tecnica, tuttavia, per chi volesse usare la Moxa avendo tutte le precauzioni del caso, consigliamo questo libro . In rete abbiamo trovato questa semplice ed immediata applicazione per individuare i punti principali per i disturbi più comuni. E voi avete mai usato la Moxa? C’è qualche agopuntore che vuole dare qualche consiglio in più?  ]]>

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