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Riflessologia e massaggio plantare

3 Agosto 2020
mappa della riflessologia plantare

Indice dei contenuti:

La riflessologia plantare è una disciplina molto antica risalente agli antichi Egizi e dipinti murali e affreschi rinvenuti nelle tombe ne sono i testimoni, come ad esempio in quella di Akhamahor conosciuta anche come tomba del medico, in cui è raffigurato un dottore intento a trattare mani e piedi del proprio paziente.

Se però gli Egizi praticavano l’uso della riflessologia plantare già millenni fa, è solo in questo secolo che si è diffuso anche nel Mondo Occidentale, grazie al chirurgo William Fitzgerald, rientrando a tutti gli effetti tra i rimedi naturali, valida alternativa alle cure medicinali da alcuni considerate troppo aggressive per l’organismo.

Cosa cura la riflessologia plantare?

Se in origine il padre della riflessologia plantare moderna William Fitzgerald utilizzava questa disciplina come un vero e proprio antidolorifico naturale da sostituire alla classica anestesia composta da medicinali, grazie ai suoi continui studi e a quelli di menti brillanti come la fisioterapista Eunice Ingham, la riflessologia e il massaggio plantare sono ben presto diventati utili nel trattamento e la cura di molte altre problematiche fisiche ma anche mentali quali depressione e attacchi di panico accompagnati da stati di ansia, dolori provocati dal ciclo mestruale, insonnia, sciatica e male alla schiena, lombalgia, cistite e molti altri.

La filosofia della riflessologia plantare moderna è quella di poter curare qualsiasi disagio di condizione fisica e mentale senza coinvolgere la medicina e sfruttando solo la via nervosa tramite pressione dei punti specifici per la soluzione del dolore e senza la preoccupazione che possano sorgere problemi secondari come spiacevoli effetti collaterali.

Come funziona la riflessologia plantare?

Intorno ai primi anni del Novecento William Fitzgerald iniziò a studiare la riflessologia e il massaggio plantare quasi casualmente. Se ai giorni nostri si può considerare una vera e propria alternativa alla classica medicina e definirla quindi una cura naturale per il trattamento di diverse sintomatologie, la riflessologia plantare praticata dallo statunitense William Fitzgerald era vista più come un antidolorifico da proporre in sostituzione ad una ben più invasiva anestesia.

Accortosi degli ottimi risultati ottenuti, Fitzgerald iniziò a specializzarsi e studiare molto scrupolosamente questa disciplina tramandata dagli antichi Egizi e inventò una vera e propria terapia e percorso di cure basata su riflessologia e massaggio plantare: la Terapia Zonale.

La Terapia Zonale: in cosa consiste

Descrivere la Terapia Zonale ideata da William Fitzgerald è in realtà molto facile perché fa della semplicità i suoi punti di forza. In sostanza, il dottore divise il corpo umano in dieci linee immaginarie che hanno il loro inizio dalla testa e terminano una volta arrivate agli arti inferiori e a quelli superiori, a cui diede il suo nome chiamandole Linee di Fitzgerald.

Ma come mai proprio dieci linee immaginarie? Ovviamente, dovendo immaginare uno schema capace di coinvolgere i 4 arti superiori e inferiori, quindi piedi e mani, l’unica modalità possibile per essere certo di trattare allo stesso modo ognuno di loro era quella di tracciare un numero di linee pari a quello totale delle dita delle mani e dei piedi realizzando uno schema precisissimo: dieci in tutto.

Secondo la sua Terapia Zonale, Fitzgerald diventava capace di trattare concretamente qualsiasi sintomatologia perché toccando sulla linea il punto specifico e corrispondente all’organo bisognoso di cure, si accorse che questo oltre a beneficiarne significativamente condivideva nello stesso momento con altre linee il flusso di energia positiva rilasciato dal trattamento, regalando di fatto benefici in tutto il corpo.

Una volta capita la pratica della riflessologia plantare e fatta completamente sua grazie alla Terapia Zonale diventando un vero e proprio luminare in merito, Fitzgerald crea una disciplina ancora più specifica per la cura del dolore senza l’utilizzo dei medicinali e la chiama Massaggio Zonale.

Per il suo Massaggio Zonale il dottore si affida alle regole della Terapia Zonale e traccia altre tre linee immaginarie, ma questa volta lo fa orizzontalmente e coinvolgendo solo l’area plantare, e le colloca con queste modalità: la prima alla base delle dita dei piedi, la seconda esattamente a metà tra le ossa corte e quelle lunghe e l’ultima, la terza, a livello del calcagno.

Per il trattamento e la stimolazione dei punti esatti e corrispondenti agli organi collegati, Fitzgerald era solito utilizzare piccoli pettinini ed altri attrezzi e fu solo negli anni Trenta che la fisioterapista Eunice Ingham studiò e rielaborò la sua teoria arrivando a ritenere che effettuando i trattamenti su mani e piedi tramite la pressione del pollice, si sarebbero ottenuti risultati maggiori e più mirati.

 

Riflessologia plantare: punti e mappa delle zone del piede

Non è un caso che le ciabatte per massaggio plantare abbiano una serie di bottoncini molleggiati secondo un valore specifico e in specifici punti del plantare: praticano il massaggio del piede esattamente agendo sui punti focali della riflessologia plantare.

Poiché ad ogni esatto punto del piede corrisponde un organo specifico su cui intervenire, è utile comprendere come sono localizzati. Proviamo allora ad immaginare la figura di due piedi uniti e scopriamo quali sono i punti interessati alla soluzione per la cura di quel costante e fastidioso mal di testa quotidiano oppure come fermare la sofferenza provocata dall’infiammazione al ginocchio.

Innanzi tutto è bene sapere che nella sua Teoria Plantare e suddivisione del corpo umano in dieci linee verticali, Fitzgerald individua gli organi collegati ad ogni punto da toccare ed è incredibile scoprire che per lavorare su organi centrali come lo stomaco o la colonna vertebrale si debba trattare su punti collocati esattamente per metà sul piede destro e per metà su quello sinistro, ma anche che organi doppi come i polmoni ricevono benefici se si lavora su entrambi gli arti in corrispondenza del loro lato di collocazione all’interno del corpo.

Ogni organo ha il suo punto equivalente all’interno del piede dello stesso lato: il cuore si trova a sinistra e per stimolare la sua attività si andrà a premere il punto corrispondente posto sulla pianta del piede sinistro, mentre i dolori all’appendice verranno trattati intervenendo sul punto del piede destro coincidente.

Partendo dall’alto, quindi dalle dita, la stimolazione ad entrambi i piedi porta beneficio a testa (pressione sulla prima falange degli alluci) e seni frontali (pressione sulla falange distale di secondo, terzo e quarto dito, la punta delle dita in parole più semplici).

Per alleviare stress e fastidio agli occhi e provare sollievo ritrovando uno sguardo brillante e luminoso, il terapeuta olistico dovrà lavorare alla base del terzo dito di entrambi i piedi, mentre lavorando le zone alla base del mignolo e quella immediatamente vicina verso l’esterno della pianta andrà a intervenire rispettivamente su orecchie e spalle.

Se siete vittime di continue emicranie, sinusiti croniche e affaticamento della vista, un terapeuta esperto tratterà soprattutto i punti riguardanti seni frontali,testa e occhi.

La riflessologia e il massaggio plantare sono estremamente utili anche in caso di disturbi riguardanti apparato respiratorio e vie aeree: i polmoni e i bronchi trovano il loro punto corrispondente sulla pianta del piede esattamente al centro del cuscinetto posto alla base delle dita, con una estensione lunga quasi quanto la larghezza della pianta stessa.

Una curiosità che forse non tutti conoscono: trattandosi di manipolazione delle vie nervose, durante la seduta olistica di trattamento per i disturbi ai polmoni potrebbe succedere di iniziare a starnutire o tossire.

Verso l’esterno e subito appena sotto la zona plantare sinistra equivalente ai polmoni e bronchi si trova un piccolo ma prezioso punto che rappresenta il cuore. Andando a trattare quella zona il paziente trarrà benefici riguardanti le funzionalità cardiache e il flusso sanguigno risulterà migliore, regalando di conseguenza al paziente anche una migliore qualità della respirazione e meno stress muscolare in tutto il corpo.

Immediatamente sotto al cuore si trova la milza. Molti ignorano il fatto che la milza, seppur si presenti di fatto come un organo di dimensioni pari a quelle di un uovo dal peso di un paio di centinaia di grammi, sia in realtà importantissima per l’intero organismo e il suo buon funzionamento: il suo compito è quello di filtrare il sangue rimuovendo i globuli rossi inutilizzabili.

Lo stomaco trova la sua collocazione poco sopra, al centro della linea dell’arco interno dei piedi e subito sotto la zona della tiroide (il cuscinetto racchiuso nello spazio che parte dalla base del terzo dito); proseguendo l’arco plantare interno verso il basso si trovano le zone dedicate a duodeno e pancreas, duodeno, colon trasverso e infine vescica. La stimolazione tramite riflessologia plantare di queste zone favorisce l’accelerazione del metabolismo e migliora considerevolmente la digestione.

La parte inferiore del calcagno è quella dedicata a ovaie in caso di paziente femminile oppure testicoli per pazienti maschili, mentre la zona immediatamente sopra è quella su cui lavorare se il soggetto interessato soffre di problematiche al nervo sciatico.

Posti sull’arco plantare esterno nella zona superiore collegata al nervo sciatico si trovano i punti che se stimolati si occupano di alleviare i dolori articolari delle ginocchia.

Vicinissimi alla zona equivalente a duodeno e pancreas si trovano i reni su entrambi i piedi e solo sulla pianta destra trovano dimora successivamente i punti coincidenti con fegato e cistifellea. Sempre sull’arto destro e proseguendo verso il basso più o meno al centro della pianta del piede si trovano le zone corrispondenti a colon ascendente e appendice, mentre negli stessi punti del piede

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